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	<title>Alhena </title>
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	<description>expertise globale</description>
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		<title>Retail di prossimità vs grandi superfici: due modelli, due esperienze</title>
		<link>https://www.alhenaservice.com/retail-di-prossimita-grandi-superfici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin_gjgjj05p@]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 09:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il commercio al dettaglio contemporaneo si sviluppa lungo direttrici differenti, spesso rappresentate da due modelli apparentemente contrapposti: il retail di prossimità e le grandi superfici commerciali. Non si tratta semplicemente di una differenza di dimensioni o assortimento, ma di due approcci distinti al rapporto con il territorio, al comportamento d’acquisto dei consumatori e alle strategie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il commercio al dettaglio contemporaneo si sviluppa lungo direttrici differenti, spesso rappresentate da <strong>due modelli apparentemente contrapposti</strong>: il <strong>retail di prossimità</strong> e le <strong>grandi superfici</strong> commerciali. Non si tratta semplicemente di una differenza di dimensioni o assortimento, ma di <strong>due approcci distinti</strong> al rapporto con il territorio, al comportamento d’acquisto dei consumatori e alle strategie di sviluppo delle imprese.</p>
<p>Comprendere le logiche che guidano questi modelli è fondamentale per le aziende del settore retail e per i professionisti coinvolti nella progettazione, costruzione e gestione degli spazi commerciali. La scelta tra prossimità e grande distribuzione non riguarda solo il formato del punto vendita, ma coinvolge il posizionamento del brand, l’esperienza del cliente e gli obiettivi di crescita nel medio e lungo periodo.</p>
<h2>Il retail di prossimità: relazione, accessibilità e identità locale</h2>
<p>Il retail di prossimità comprende i <strong>negozi di quartiere</strong>, le piccole superfici commerciali e i format urbani di dimensioni contenute, progettati per servire una <strong>clientela localizzata</strong> e facilmente raggiungibile a piedi o con spostamenti brevi.</p>
<p>Questa tipologia di commercio si basa su <strong>tre elementi distintivi</strong>: vicinanza geografica, relazione personale e integrazione con il tessuto urbano.<br />
Dal punto di vista dell’esperienza d’acquisto, il negozio di prossimità offre spesso un <strong>rapporto diretto tra cliente e commerciante</strong>, con un livello di servizio più personalizzato rispetto ai grandi formati distributivi. In molti casi, il valore percepito non deriva solo dall’assortimento ma anche dalla fiducia, dalla consulenza e dalla conoscenza delle preferenze dei clienti abituali.<br />
Un esempio tipico è rappresentato dai minimarket o dalle superette: punti vendita con assortimento essenziale ma completo, progettati per soddisfare le esigenze quotidiane della comunità locale. Questi format privilegiano la rapidità della spesa e la familiarità con la clientela, combinando l’offerta della grande distribuzione con una dimensione più relazionale del servizio.</p>
<p>Oltre alla dimensione commerciale, i negozi di vicinato svolgono anche una funzione urbana e sociale. Contribuiscono infatti alla <strong>vitalità dei quartieri</strong>, alla sicurezza percepita e alla qualità dello spazio pubblico, diventando punti di riferimento per la comunità locale.</p>
<h2>Le grandi superfici: efficienza, assortimento e scala</h2>
<p>All’estremo opposto si collocano le grandi superfici commerciali, che includono ipermercati, centri commerciali e grandi magazzini. Questi format si caratterizzano per <strong>ampia superficie di vendita</strong>, grande varietà di prodotti e modelli organizzativi fortemente strutturati.<br />
La logica di questo modello è fondata principalmente sull’<strong>economia di scala</strong>. La dimensione più ampia consente di ottimizzare la logistica, ridurre i costi di approvvigionamento e offrire prezzi competitivi grazie alla maggiore capacità negoziale con i fornitori.</p>
<p>Dal punto di vista dell’esperienza cliente, le grandi superfici puntano su:</p>
<ul style="margin-bottom: 20px;">
<li>ampiezza dell’assortimento</li>
<li>convenienza economica</li>
<li>servizi integrati (ristorazione, intrattenimento, parcheggi, ecc.)</li>
<li>concentrazione di più insegne e marchi nello stesso luogo</li>
</ul>
<p>Questo modello risponde a un <strong>comportamento d’acquisto più pianificato</strong> e meno frequente, spesso associato a una spesa settimanale o mensile piuttosto che quotidiana.</p>
<h2>Due logiche di consumo differenti</h2>
<p>La differenza tra retail di prossimità e grandi superfici riflette <strong>anche due modalità di consumo profondamente diverse</strong>.</p>
<p>Il negozio di quartiere intercetta acquisti frequenti e mirati, spesso legati a esigenze immediate. La prossimità geografica e la rapidità dell’esperienza d’acquisto rappresentano i principali fattori di scelta.<br />
Le grandi superfici, invece, rispondono a una logica di spesa programmata, in cui il consumatore cerca convenienza economica e ampiezza di scelta. L’esperienza di acquisto diventa più lunga e complessa, spesso integrata con altre attività come la ristorazione o il tempo libero.</p>
<p>Che siano di prossimità o grandi superfici, i negozi fisici continuano a mantenere un ruolo centrale rispetto alla vendita online: <strong>circa il 90% delle vendite retail avviene ancora nei punti vendita tradizionali</strong>, a conferma dell’importanza dell’esperienza fisica di acquisto.</p>
<h2>Implicazioni strategiche per le imprese</h2>
<p>Per le aziende del retail, la scelta del formato distributivo rappresenta una decisione strategica che coinvolge diversi fattori.</p>
<ul>
<li><strong>Posizionamento del brand</strong>. Il retail di prossimità si presta a marchi che puntano su qualità, specializzazione o relazione con il cliente. Le grandi superfici, invece, valorizzano modelli orientati alla convenienza e alla varietà dell’offerta.</li>
<li><strong>Target e comportamento d’acquisto</strong>. Il pubblico urbano, con stili di vita dinamici e tempi ridotti, tende a privilegiare la vicinanza e la rapidità del servizio. Al contrario, famiglie e consumatori orientati alla convenienza possono preferire format più grandi e assortimenti più ampi.</li>
<li><strong>Localizzazione e contesto territoriale</strong>. La scelta del formato dipende anche dal contesto urbano o extraurbano. Nei centri storici e nelle aree densamente popolate il retail di prossimità è spesso più efficace, mentre le grandi superfici richiedono bacini di utenza più ampi e infrastrutture di accesso adeguate.</li>
<li><strong>Investimenti e gestione degli spazi</strong>. Le grandi strutture richiedono investimenti più consistenti e una pianificazione immobiliare complessa, ma possono generare flussi di clienti più elevati e maggiore volume di vendite.</li>
</ul>
<h2>Verso modelli ibridi</h2>
<p>Negli ultimi anni si sta affermando una tendenza che supera la contrapposizione tradizionale tra i due modelli: <strong>la convergenza verso formati ibridi</strong>.<br />
<strong>Molte catene della grande distribuzione stanno sviluppando versioni urbane</strong> e di dimensioni ridotte dei propri punti vendita, progettate per integrarsi nei quartieri e intercettare i flussi quotidiani dei consumatori. Parallelamente, <strong>anche i negozi di prossimità stanno introducendo strumenti digitali, servizi di consegna e strategie omnicanale</strong>.<br />
Questo processo riflette un cambiamento più ampio nel retail contemporaneo: non è più solo la dimensione dello spazio a definire il valore del punto vendita, ma la qualità dell’esperienza che riesce a offrire.</p>
<h2>Il futuro del retail</h2>
<p>Retail di prossimità e grandi superfici rappresentano due modelli distributivi con caratteristiche, vantaggi e limiti distinti.<br />
Il primo valorizza relazione, accessibilità e integrazione con il territorio, mentre il secondo punta su scala, assortimento e competitività dei prezzi.</p>
<p>Per le imprese del settore retail, la scelta tra questi formati non può essere ridotta a una semplice questione di dimensioni: si tratta piuttosto di individuare il modello più coerente con il proprio posizionamento, il target di riferimento e la strategia di sviluppo nel tempo.</p>
<p>Nel panorama attuale, caratterizzato da consumatori sempre più esigenti e da una crescente integrazione tra fisico e digitale, il <strong>futuro del retail sembra orientarsi verso soluzioni flessibili e ibride</strong>, capaci di combinare efficienza operativa, esperienza d’acquisto e radicamento territoriale.</p>
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		<title>Ristrutturazione retail: come evitare ritardi e imprevisti</title>
		<link>https://www.alhenaservice.com/ristrutturazione-retail-ridurre-ritardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin_gjgjj05p@]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 11:44:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel settore retail, una ristrutturazione non è mai un semplice intervento edilizio. È un’operazione strategica che incide direttamente su fatturato, reputazione del brand e continuità operativa. A differenza di altri ambiti, qui la variabile tempo ha un costo immediato e misurabile: ogni giorno di chiusura, o anche solo di ridotta operatività, può tradursi in vendite [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel settore retail, <strong>una ristrutturazione</strong> non è mai un semplice intervento edilizio. È un’<strong>operazione strategica</strong> che incide direttamente su fatturato, reputazione del brand e continuità operativa. A differenza di altri ambiti, qui <strong>la variabile tempo ha un costo immediato e misurabile</strong>: ogni giorno di chiusura, o anche solo di ridotta operatività, può tradursi in vendite perse, personale da riallocare, campagne marketing da riprogrammare e un’esperienza cliente compromessa.</p>
<p>Per questo motivo, la gestione di una ristrutturazione retail richiede un approccio specifico, orientato non solo alla qualità dell’opera, ma soprattutto alla prevedibilità dei tempi e al controllo del rischio.</p>
<h2>Perché i progetti retail possono essere in ritardo</h2>
<p><strong>I ritardi nei progetti di costruzione e ristrutturazione sono un fenomeno ampiamente documentato</strong>, soprattutto nei contesti complessi come il retail. Le analisi su progetti di media e grande scala evidenziano come slittamenti e sforamenti rispetto ai piani iniziali siano tutt’altro che rari.</p>
<p>Ma perché accade? Nella maggior parte dei casi, i ritardi non dipendono da un singolo errore, bensì da una combinazione di fattori che non vengono intercettati o gestiti in modo tempestivo. Tra le cause più ricorrenti troviamo:</p>
<ul style="margin-bottom: 20px;">
<li><strong>Informazioni incomplete sullo stato di fatto</strong><br />
Rilievi non aggiornati, vincoli strutturali emersi tardivamente, impianti esistenti non mappati correttamente.</li>
<li><strong>Permessi e autorizzazioni più lenti del previsto</strong><br />
Tempistiche amministrative sottovalutate o interpretazioni normative non allineate fin dall’inizio.</li>
<li><strong>Vincoli del contesto</strong><br />
Centri commerciali, immobili storici, negozi in aree ad alta frequentazione o con regole stringenti di accesso e sicurezza.</li>
<li><strong>Cambi di progetto in corso d’opera</strong><br />
Modifiche richieste quando il cantiere è già avviato, con impatti diretti su tempi e costi.</li>
<li><strong>Problemi nella catena di fornitura</strong><br />
Ritardi nella consegna dei materiali, indisponibilità delle squadre specializzate, sovrapposizione di lavorazioni.</li>
<li><strong>Mancanza di coordinamento tra committenza e operatori</strong><br />
Informazioni frammentate, decisioni non condivise, assenza di una regia unica.</li>
</ul>
<h2>La gestione del rischio: il vero fattore critico</h2>
<p>Il principio chiave è semplice ma spesso trascurato: <strong>il rischio va identificato</strong>, valutato e gestito prima che diventi un problema di cantiere. Questo richiede metodo, esperienza e una visione d’insieme.<br />
Ridurre le incognite prima dell’apertura del cantiere significa proteggere tempi, budget e operatività del punto vendita. Ed è qui che un approccio strutturato fa la differenza.</p>
<p><strong>Affidarsi a un general contractor consente di avere un’unica “regia”</strong>: un solo interlocutore responsabile del coordinamento di tempi, sicurezza, qualità e fornitori, riducendo drasticamente le aree di incertezza.</p>
<h2>Governare la complessità</h2>
<p>Serve un <strong>processo strutturato</strong>, capace di governare la complessità tipica dei progetti retail. La differenza tra un cantiere che procede secondo i tempi e uno che accumula criticità sta quasi sempre <strong>nel metodo</strong>, più che nel singolo intervento tecnico.<br />
Un approccio efficace si basa su una suddivisione chiara del progetto in <strong>fasi distinte ma interconnesse</strong>, ciascuna con obiettivi precisi, responsabilità definite e strumenti di controllo adeguati. Ecco un esempio di flusso operativo per ridurre le incognite.</p>
<p><strong>Fase di pre-costruzione</strong><br />
È la fase più strategica, perché è qui che si gioca gran parte della riuscita del progetto.</p>
<ul style="margin-bottom: 20px;">
<li>Rilievo geometrico e impiantistico accurato</li>
<li>Verifica dei vincoli tecnici e normativi</li>
<li>Identificazione delle lavorazioni critiche</li>
</ul>
<p><strong>Fase strategico-contrattuale</strong><br />
Qui si costruisce la solidità del progetto.</p>
<ul style="margin-bottom: 20px;">
<li>Definizione chiara di ruoli e responsabilità: chi decide cosa, in quali tempi, con quali margini di manovra.</li>
<li>Pianificazione degli acquisti e delle forniture: anticipare criticità di mercato e tempi di produzione è fondamentale.</li>
</ul>
<p><strong>Fase di controllo quotidiano</strong><br />
È il momento della disciplina operativa.</p>
<ul style="margin-bottom: 20px;">
<li>Regia unica e coordinamento integrato: un controllo costante dell’avanzamento lavori, con capacità decisionale immediata in caso di imprevisti.</li>
</ul>
<h2>Ridurre l’impatto sul business: strategie operative</h2>
<p>Ogni progetto retail è diverso. A seconda del contesto – negozio di prossimità, corner, ristrutturazione parziale o totale – è possibile adottare strategie mirate per limitare l’impatto sull’attività commerciale:</p>
<ul style="margin-bottom: 20px;">
<li><strong>Lavori per fasi</strong><br />
Mantenere aperta una parte del negozio, delimitando aree e percorsi in modo sicuro e funzionale.</li>
<li><strong>Lavorazioni fuori orario</strong><br />
Interventi notturni o in fasce autorizzate per ridurre interferenze con i flussi di clientela.</li>
<li><strong>Prefabbricazione e preparazione off-site</strong><br />
Realizzare arredi e componenti fuori dal punto vendita per ridurre il tempo di presenza in negozio.</li>
<li><strong>Piano di comunicazione interno</strong><br />
Informare in modo chiaro staff, sicurezza, property e fornitori sulle modalità operative.</li>
<li><strong>Comunicazione verso i clienti</strong><br />
Trasformare i lavori in un messaggio positivo: informare, rassicurare, valorizzare il rinnovamento come parte dell’esperienza del brand.</li>
</ul>
<h2>La prevedibilità è il vero obiettivo</h2>
<p>In una ristrutturazione retail, l’obiettivo non è solo “fare bene i lavori”, ma disporre di un elevato livello di certezza.<br />
Le evidenze sui ritardi e sugli sforamenti nei progetti complessi dimostrano quanto siano determinanti pianificazione, gestione del rischio e controllo operativo. Un approccio strutturato, supportato da una regia unica, permette di trasformare la complessità in un processo governabile.<br />
Perché, nel retail, la vera qualità non è solo nel risultato finale, ma nella capacità di rispettare tempi, aspettative e continuità operativa.</p>
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		<item>
		<title>Tendenze retail 2026: un’esperienza sempre più integrata, sostenibile e tecnologica</title>
		<link>https://www.alhenaservice.com/tendenze-retail-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin_gjgjj05p@]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 10:38:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’evoluzione dei comportamenti dei consumatori, l’accelerazione tecnologica e la crescente attenzione alla sostenibilità stanno</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’evoluzione dei comportamenti dei consumatori, l’accelerazione tecnologica e la crescente attenzione alla sostenibilità stanno ridefinendo le logiche della progettazione, gestione e fruizione degli spazi commerciali.<br />
Secondo le ultime analisi condotte, il settore si muove verso <strong>una “convergenza” tra esperienza fisica e digitale</strong>, con nuovi paradigmi che coinvolgono sia l’esperienza di acquisto che il modo stesso di concepire il punto vendita.</p>
<h2>Attenzione al prodotto e fattore esperienziale</h2>
<p>Come riportato da <em><a href="https://www.italianfoodnews.com/it/news-it/402-previsioni-sul-comportamento-dei-consumatori-per-il-2026-le-conseguenze-sul-settore-alimentare" target="_blank" rel="noopener">Italian Food News</a></em>, nel 2026 i consumatori europei avranno un comportamento sempre più ibrido: da un lato una <strong>maggiore attenzione al valore intrinseco del prodotto</strong>, dall’altro una crescente <strong>sensibilità verso il suo impatto ambientale e sociale</strong>. Gli acquisti saranno quindi più consapevoli e orientati da criteri di trasparenza, tracciabilità e responsabilità.</p>
<p>In questo scenario, la sostenibilità resta un pilastro centrale: i consumatori premiano i brand che adottano pratiche autentiche e coerenti con valori di responsabilità e circolarità. Nel retail design ciò si traduce in un uso diffuso di <strong>materiali riciclati e riciclabili</strong>, nella riduzione degli sprechi energetici e nell’adozione di impianti ad alta efficienza. La sostenibilità, dunque, non sarà più un semplice elemento decorativo, ma una componente strutturale della progettazione: gli spazi dovranno comunicare in modo concreto e tangibile l’impegno del brand verso il futuro.</p>
<p>Parallelamente, si rafforzerà il cosiddetto “<strong>fattore esperienziale</strong>”: il punto vendita non sarà più soltanto un luogo di transazione, ma diventerà uno spazio di scoperta, relazione e intrattenimento.</p>
<h2>La trasformazione tecnologica. Integrazione tra fisico e digitale</h2>
<p>La trasformazione tecnologica sta ridefinendo profondamente il settore del retail, come evidenziato dallo studio di Capgemini “<em><a href="https://www.affaritaliani.it/economia/shopping-prodotto-ia-retail-tendenze-capgemini-990104.html" target="_blank" rel="noopener">Shopping, prodotto e AI: le tendenze del retail</a></em>”. Entro il 2026, <strong>l’intelligenza artificiale diventerà una leva strategica per personalizzare le esperienze di acquisto</strong>, ottimizzare i flussi operativi e migliorare la gestione degli spazi, offrendo soluzioni sempre più dinamiche e orientate ai bisogni reali dei consumatori. L’AI consentirà ai retailer di anticipare le preferenze dei clienti, gestire in modo intelligente gli stock e creare percorsi d’acquisto fluidi e su misura.</p>
<p>Parallelamente, si diffonderanno in modo crescente le <strong>tecnologie immersive</strong>, come la realtà aumentata e virtuale, che permetteranno di vivere esperienze interattive e coinvolgenti: provare un prodotto, esplorare ambienti o configurare uno spazio diventerà possibile in tempo reale, anche a distanza.</p>
<p>Questa evoluzione porterà a una sempre maggiore integrazione tra mondo fisico e digitale. Il confine tra online e offline, infatti, è ormai superato: il negozio del futuro sarà un ecosistema omnicanale, flessibile e modulare, pensato per dialogare costantemente con le piattaforme digitali e adattarsi ai nuovi comportamenti d’acquisto.<br />
Gli spazi retail diventeranno così punti di connessione tra esperienze sensoriali e dati digitali, dove la tecnologia non sostituirà la relazione umana, ma la amplificherà, rendendola più personalizzata, efficiente e immersiva.</p>
<h2>Un retail tecnologico e interconnesso</h2>
<p>Il consumatore del 2026 è più informato, selettivo e sensibile ai valori del marchio. Cerca esperienze personalizzate, ma anche relazioni. Per le aziende del settore del retail la sfida sarà integrare questi elementi in un’unica visione: progettare spazi capaci di unire tecnologia e umanità, estetica e funzionalità, innovazione e rispetto ambientale.</p>
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		<item>
		<title>Come cambia il negozio quando si fa il rebranding</title>
		<link>https://www.alhenaservice.com/rebranding-negozio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin_gjgjj05p@]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 12:58:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci può capitare di visitare un negozio che conosciamo da tempo e accorgerci che il suo aspetto è cambiato. Non tutti i cambiamenti sono uguali però: a volte si tratta di un espositore spostato o nuovi scaffali, altre volte il cambiamento è più radicale. Questo avviene quando il brand decide di cambiare il suo modo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci può capitare di visitare un negozio che conosciamo da tempo e accorgerci che il suo aspetto è cambiato. Non tutti i cambiamenti sono uguali però: a volte si tratta di un espositore spostato o nuovi scaffali, altre volte il cambiamento è più radicale. Questo avviene quando il brand decide di cambiare il suo modo di proporsi, quando fa un’attività di rebranding.</p>
<h2>Cos’è il rebranding?</h2>
<p>Il rebranding è <strong>una trasformazione strategica completa</strong> che il brand compie su tutti i suoi aspetti più caratteristici e rilevanti, come logo, mission e nome. Si attua per rinnovare l’immagine del brand agli occhi del pubblico attribuendogli un nuovo carattere. Attraverso principi, messaggi e proposte nuove indirizzate al consumatore, l’azienda è capace di adattarsi, o addirittura anticipare, il cambiamento del mercato e rispondere prontamente. <strong>Il rebranding incide profondamente anche sugli store fisici</strong>: se cambia l’identità del brand o il modo di vivere l’esperienza d’acquisto, è necessario modificare anche il negozio.</p>
<h2>Gli effetti di una nuova identità di marca sul negozio fisico</h2>
<p>Fare modifiche rilevanti nell’immagine del negozio non ha un fine semplicemente estetico, ma permette di <strong>“rebrandizzare” concretamente l’azienda</strong> evidenziandone il profondo cambiamento.</p>
<p>Come il negozio comunica in modo immediato al consumatore che il brand sta evolvendo?<br />
Sono molti gli aspetti di un negozio coinvolti nel rebranding:</p>
<ul style="margin-bottom: 20px;">
<li>allestimento esterno, segnaletica, insegne, vetrine</li>
<li>reimpostazioni del layout;</li>
<li>grafiche, cartelli, allestimenti interni;</li>
<li>materiali e finiture;</li>
<li>sostituzione dell’arredo;</li>
<li>dotazioni tecnologiche;</li>
<li>marcati cambiamenti stilistici, come la palette colori, l’uso delle luci, l’atmosfera generale dello store.</li>
</ul>
<p>Quando il cliente entra in un negozio che ha rivoluzionato il suo aspetto, percepisce in modo chiaro che è avvenuto o sta avvenendo <strong>un cambiamento forte</strong>, non solo a livello stilistico, ma di identità aziendale.</p>
<h2>La sostanziale differenza tra rebranding e restyling del negozio</h2>
<p>Il restyling è un fenomeno apparentemente simile, per gli effetti che produce sui punti vendita. Questo processo però interessa solamente la componente visiva e risponde a un’esigenza di aggiornamento stagionale, dovuto a tendenze di mercato di quello specifico periodo o per adattare lo store ai nuovi prodotti in vendita. I cambiamenti che realizza sono piuttosto superficiali e di natura funzionali.<br />
I cambiamenti che il brand adotta quando svolge attività di rebranding sono molto più drastici e hanno l’obiettivo di comunicare <strong>la trasformazione dell’azienda attraverso una nuova identità visiva</strong>. Un rebranding può implicare un cambiamento nella comunicazione, un diverso posizionamento di mercato, l’aggiornamento dei valori, un riposizionamento strategico o un diverso modello di business.</p>
<p>Un rebranding per un’azienda è <strong>un processo profondo</strong> che coinvolge tutti gli asset. Per un’attività retail, i negozi sono il punto di esposizione massima del brand verso le persone, per questo <strong>è fondamentale che gli store siano plasmati sulla nuova identità della marca</strong> senza incertezze e approssimazioni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Buon compleanno Alhena. 20 anni di progetti di alto profilo nel retail design e nell’edilizia</title>
		<link>https://www.alhenaservice.com/20-anni-di-alhena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin_gjgjj05p@]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2025 10:14:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alhena celebra il traguardo dei 20 anni. Fondata nel 2005 da un’idea di Francesco Vicari, l’azienda nasce come impresa edile con un approccio che unisce competenze tecniche e visione strategica. Diventa in pochi anni un punto di riferimento per progetti complessi e articolati nei settori retail e immobiliare, gestendo anche i bonus edilizi come il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alhena celebra il traguardo dei 20 anni. <strong>Fondata nel 2005</strong> da un’idea di Francesco Vicari, l’azienda nasce come impresa edile con un approccio che unisce competenze tecniche e visione strategica. Diventa in pochi anni un punto di riferimento per progetti complessi e articolati nei settori <strong>retail e immobiliare</strong>, gestendo anche i bonus edilizi come il 110%.</p>
<h2>Evolvere, anticipare trend e necessità</h2>
<p><em>“Quando abbiamo deciso di avviare questa attività, eravamo già in possesso del know-how necessario, con la piena padronanza del parco fornitori in ogni località – nazionale ed europea – dove un brand intendeva aprire un punto vendita, grazie all’esperienza pluriennale maturata nel settore”</em> afferma <strong>Francesco Vicari</strong>. La forte competenza, la puntualità delle consegne, il rispetto dei costi preventivati, hanno reso Alhena un punto di riferimento nel settore, con un <strong>portfolio di oltre 20 brand internazionali e più di 400 negozi realizzati</strong>.<br />
Un’azienda che non smette di evolvere, stare al passo con i tempi, anticipare trend e necessità. Parallelamente è nata Atica, un ramo d’azienda dedicato all’edilizia, che va a corredo del settore retail, il core business.</p>
<h2>Accogliere e superare le sfide</h2>
<p>Negli anni Alhena è stata in grado di accogliere – e superare &#8211; le sfide. Un’importante opportunità di crescita è arrivata con il <strong>Superbonus 110%</strong>: <em>“Grazie alla nostra preparazione, all’importante capitalizzazione e agli accordi con grandi banche, nonostante le difficoltà operative della misura, abbiamo garantito il recupero dei crediti maturati, concludendo tutti i lavori entro il 2023”</em> afferma <strong>Roberto Carrara</strong>, socio di minoranza e presidente dell’azienda.</p>
<h2>Un approccio integrato al cantiere</h2>
<p>A cosa è dovuto successo di Alhena? Uno dei punti di forza è l’<strong>approccio integrato al cantiere</strong>: è general contractor, si occupa di tutte le fasi, dalla progettazione alla definizione delle maestranze e dei fornitori, dal coordinamento in cantiere fino al disbrigo di tutte le pratiche amministrative. Consegna progetti finiti, chiavi in mano.</p>
<p>Guardando ai prossimi anni l’obiettivo è continuare a essere partner di fiducia per clienti e professionisti, mettendo al centro l’innovazione, l’edilizia sostenibile e le persone: <em>“Questo anniversario non è solo un traguardo, ma un punto di partenza per nuove sfide”</em> afferma Vicari – <em>“Continueremo a investire nelle persone, nella formazione e nella tecnologia per costruire insieme un futuro solido, sostenibile e innovativo”</em>.</p>
<p>Buon compleanno Alhena!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alhenaservice.com/20-anni-di-alhena/">Buon compleanno Alhena. 20 anni di progetti di alto profilo nel retail design e nell’edilizia</a> proviene da <a href="https://www.alhenaservice.com">Alhena </a>.</p>
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		<title>Settore edile: bilancio del 2024 e prospettive per il 2025</title>
		<link>https://www.alhenaservice.com/settore-edile-bilancio-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin_gjgjj05p@]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 11:49:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il settore delle costruzioni rappresenta uno dei pilastri dell&#8217;economia italiana, un comparto dinamico e in costante trasformazione. Con la chiusura del 2024, è il momento di tracciare un bilancio su quanto accaduto nell&#8217;anno appena concluso e analizzare le prospettive per il 2025 e il futuro del settore. Settore edile: trend in crescita Il mercato delle [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il settore delle <strong>costruzioni</strong> rappresenta uno dei pilastri dell&#8217;economia italiana, un comparto dinamico e in costante trasformazione. Con la chiusura del <strong>2024</strong>, è il momento di tracciare un bilancio su quanto accaduto nell&#8217;anno appena concluso e analizzare le prospettive per il <strong>2025</strong> e il futuro del settore.</p>
<h2>Settore edile: trend in crescita</h2>
<p>Il mercato delle costruzioni in Italia continua a registrare una crescita positiva nel 2024, confermando la tendenza espansiva degli ultimi anni.<br />
Dopo la brusca frenata del 2020, <a href="https://www.istat.it/storage/ASI/2021/capitoli/C18.pdf" target="_blank" rel="noopener">con una contrazione dell’8,1% a causa dell’emergenza sanitaria</a>, il settore edile ha dimostrato grande capacità di resilienza e adattamento, riprendendo gradualmente il suo slancio.<br />
I dati ISTAT lo confermano:</p>
<ul style="margin-bottom: 10px;">
<li><strong>Nel 2024, <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/produzione-nelle-costruzioni-dicembre-2024/#:~:text=Prosegue%20nel%202024%20la%20crescita%20annuale%20della%20produzione%20nelle%20costruzioni%20(%2B5%2C0%25)%2C%20al%20netto%20degli%20effetti%20di%20calendario%2C%20con%20un%20rallentamento%20moderato%20rispetto%20alla%20dinamica%20del%202023%20(%2B6%2C9%25" target="_blank" rel="noopener">la produzione del comparto edile è aumentata del 5,0%</a>,</strong> consolidando il trend positivo.</li>
<li>L’<strong>indice destagionalizzato</strong> ha raggiunto il valore di <strong>137,3</strong>, il più alto registrato dal 2008.</li>
</ul>
<p>Questi numeri indicano che il settore non solo ha superato i livelli pre-crisi del 2008, ma è anche supportato da una crescente domanda e nuovi investimenti. Il mercato edilizio continua a essere uno dei motori trainanti dell’economia italiana, con prospettive che suggeriscono un&#8217;ulteriore espansione nei prossimi anni.</p>
<h2>Edilizia 2024: un anno di alti e bassi, ma con trend positivo</h2>
<p>Il 2024 è stato quindi un anno positivo, ma con una crescita scostante: l’anno è iniziato con un trimestre in crescita, nei mesi centrali ha subito una contrazione, per poi registrare trend positivo negli <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/produzione-nelle-costruzioni-dicembre-2024/" target="_blank" rel="noopener">ultimi tre mesi</a>, con un recupero del +1,5% rispetto al periodo precedente. Il momento di stazionamento nei mesi centrali è stato, probabilmente, una decrescita fisiologica, dettato anche da <a href="https://www.ingenio-web.it/articoli/produzione-nelle-costruzioni-i-dati-istat-di-settembre-2024/" target="_blank" rel="noopener">fattori stagionali</a>.</p>
<p>L’edilizia nel 2024 è stata, quindi, caratterizzata da alti e bassi, e la sua capacità di “riprendersi” sottolinea un quadro piuttosto dinamico, un settore che sa cogliere opportunità e che sa adattarsi al moto oscillatorio del mercato.</p>
<h2>Il 2024 tra incentivi, bonus e sgravi fiscali</h2>
<p>Il 2024 è stato anche l’anno degli incentivi, bonus e sgravi fiscali, che hanno dato slancio al settore. In particolare:</p>
<ul>
<li>Le agevolazioni previste dalla <strong>legge di bilancio</strong>. I bonus ristrutturazione e l’ecobonus hanno reso più accessibili gli interventi, favorito investimenti e la riqualificazione del patrimonio immobiliare.</li>
<li>Il <strong>PNRR</strong>. Grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si è registrato un aumento del <a href="https://acen.it/2025/01/31/osservatorio-congiunturale-ance/#:~:text=La%20stima%20Ance%20per%20il%202024%20è%20di%20un%20consistente%20aumento%20del%20%2B21%25%20su%20base%20annua%20per%20gli%20investimenti%20in%20costruzioni%20non%20residenziali%20pubbliche" target="_blank" rel="noopener">21%</a> nei lavori di costruzione pubblica non residenziale, contribuendo alla realizzazione di importanti opere infrastrutturali.</li>
</ul>
<h2>Le prospettive per il prossimo futuro</h2>
<p>Cosa ci dobbiamo aspettare per il prossimo futuro? <strong>Il 2025 si preannuncia come un anno di riposizionamento per il settore edile</strong>, che dovrà adattarsi dopo le fasi di stagnazione registrate nel 2024. Tuttavia le previsioni sono positive, con una crescita destinata a <strong>consolidarsi ulteriormente nel biennio 2026-2027</strong>.</p>
<p>Quali saranno i principali driver del mercato? Il PNRR e la direttiva Europea Case green potrebbero sostenere la crescita del settore, favorendo nuovi investimenti e interventi di riqualificazione energetica. Un altro fattore determinante sarà l’andamento del mercato e dei tassi di interesse, capaci di influenzare le operazioni economiche. Monitorare questi elementi sarà essenziale per comprendere le reali prospettive del mercato nel prossimo futuro.</p>
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		<title>Bonus Edilizi 2025: come cambiano le detrazioni?</title>
		<link>https://www.alhenaservice.com/bonus-edilizi-2025-ristrutturazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin_gjgjj05p@]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 11:39:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È arrivata l’approvazione della legge di bilancio 2025. La convalida del Senato conferma la proroga dei bonus edilizi fino al 2027 ma con alcune modifiche sostanziali. Le agevolazioni puntano a ridurre la pressione fiscale in sostegno dei redditi medio-bassi ma la manovra modifica il vigente quadro normativo portando a una stretta alle detrazioni fiscali. Bonus [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È arrivata l’approvazione della legge di bilancio 2025. La convalida del Senato conferma <strong>la proroga dei bonus edilizi fino al 2027</strong> ma con alcune <strong>modifiche sostanziali</strong>. Le agevolazioni puntano a ridurre la pressione fiscale in sostegno dei redditi medio-bassi ma la manovra modifica il vigente quadro normativo portando a una stretta alle detrazioni fiscali.</p>
<h2>Bonus ristrutturazioni</h2>
<p>Come gli scorsi anni, il bonus ristrutturazione continua ad essere un’agevolazione per le spese sostenute nell’anno su singole unità o parti comuni di edifici residenziali su suolo italiano. Comprende interventi di:</p>
<ul style="margin-bottom: 20px;">
<li>Manutenzione straordinaria</li>
<li>Manutenzione ordinaria</li>
<li>Restauro e risanamento conservativo</li>
<li>Ricostruzione o ripristino dell’immobile danneggiato a causa di eventi calamitosi</li>
<li>Eliminazione di barriere architettoniche</li>
<li>Costruzione di autorimesse</li>
<li>Bonifica dall’amianto</li>
<li>Di cablatura dell’edificio</li>
</ul>
<p>Vi hanno diritto tutti i contribuenti indipendentemente dal fatto che siano residenti o meno in Italia. Ciò che cambia è invece l’entità degli sgravi fiscali. Per l’anno 2025 sono previste <strong>detrazioni del 50% per le spese sostenute per gli interventi sulle prime case e del 36% per quanto riguarda i lavori di ristrutturazione su seconde e terze case</strong>.<br />
Le agevolazioni però cambieranno già dall’anno prossimo, per quanto riguarda il 2026 e il 2027 le detrazioni per gli interventi alle abitazioni principali scendono al 36%, mentre quelle per seconde e terze case sono ridotte al 30%.<br />
Sia per il 2025 che per il biennio 2026-2027 la <strong>detrazione massima sarà di 48.000 euro su un limite massimo si spesa di 96.000 euro</strong>. La detrazione prevede una ripartizione in <strong>10 quote annuali di pari importo</strong>.</p>
<h2>Ecobonus e Sismabonus</h2>
<p>Per questo tipo di agevolazione gli sgravi sono gli stessi e coincidono con quelli previsti per il bonus ristrutturazioni. <strong>Nel 2025 si ha un’aliquota al 50% per gli interventi agevolati (massimo 96.000 euro) su abitazioni principali e al 36% per le seconde case</strong>.<br />
Nuovamente, nel biennio 2026-2027 si avrà un ribasso al 36% per le prime case e al 30% per le seconde case. Ma che tipi di interventi permette? L’Ecobonus ha lo scopo di promuovere il passaggio verso la transizione ecologica con interventi mirati a ridurre gli utilizzi in ambito edilizio di combustibili fossili, preferendo fonti energetiche rinnovabili. Tra gli interventi coperti dall’Ecobonus si hanno quelli di:</p>
<ul style="margin-bottom: 20px;">
<li><strong>Riqualificazione energetica</strong>, per ridurre i fabbisogni di energia di un edificio, sia su singole unità che su parti comuni di condomini</li>
<li>Interventi di <strong>efficientamento termico</strong>, come l’applicazione o sostituzione di pareti, pavimenti, finestre e infissi</li>
<li>Acquisto e messa in posa di <strong>impianti di riscaldamento</strong> alimentati da <strong>biomasse</strong> combustibili</li>
<li>Acquisto e posa di <strong>schermature solari</strong> per ottimizzare l’isolamento termico dell’edificio</li>
</ul>
<p>Alcuni interventi potrebbero rientrare sia nelle agevolazioni coperte dall’Ecobonus che dal Bonus Edilizia, ma non essendo cumulabili si può decidere di fruire solo di uno dei due.<br />
Il Sismabonus copre gli interventi finalizzati a ridurre i rischi sismici o per la ricostruzione di edifici danneggiati a causa di eventi sismici.</p>
<h2>Bonus barriere architettoniche</h2>
<p>Il Bonus barriere architettoniche rimane invariato nel 2025, prevedendo <strong>l’aliquota al 75%</strong> con massimali dispesa diversi in base al tipo di intervento. Queste agevolazioni sono mirate a ridurre le spese per lavori su scale, rampe, servoscale, ascensori e piattaforme elevatrici. In questo caso la detrazione è spalmata su <strong>cinque quote annuali</strong>.<br />
La nuova legge di bilancio non prevede, però, il Bonus barriere architettoniche nel 2026.</p>
<h2>Bonus mobili</h2>
<p>Torna anche il Bonus mobili, <strong>previsto solo per l’anno 2025</strong> e non per i successivi. <strong>La detrazione viene distribuita in 10 quote annuali e rimane al 50% su un massimale di spesa di 5.000 euro</strong> e si applica per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici utili all’arredo dell’immobile. Solo alcune tipologie di elettrodomestici, che corrispondono a delle particolari classi energetiche, possono essere acquistate usufruendo del bonus.</p>
<h2>Il Superbonus</h2>
<p>Il Superbonus torna nel 2025 con una <strong>leggera riduzione</strong> passando da un’aliquota del 70% a una del <strong>65%</strong>. Il <strong>2025</strong> è <strong>l’ultimo anno in cui sarà possibile usufruire</strong> delle detrazioni del Superbonus. É riservato a specifici interventi come quelli antisismici, di isolamento termico e di sostituzione degli impianti per immobili condominiali. È possibile <strong>ripartire le detrazioni in 10 anni</strong> anziché 5 per le spese sostenute del 2023.</p>
<h2>Detrazioni fiscali: opportunità da cogliere</h2>
<p>In conclusione le detrazioni fiscali dei prossimi anni offrono ancora opportunità interessanti per chi investe nell’efficienza energetica e nella ristrutturazione deli immobili. È fondamentale restare aggiornati sulle normative, valutare con attenzione tempi e modalità di accesso agli incentivi, affidarsi a professionisti qualificati, così da ottimizzare i benefici fiscali e pianificare al meglio gli interventi.</p>
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		<title>Direttiva EPDB: ristrutturazioni e nuove costruzioni green</title>
		<link>https://www.alhenaservice.com/direttiva-case-green-ristrutturazioni-nuove-costruzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin_gjgjj05p@]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 08:21:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La salvaguarda dell’ambiente è una tematica fondamentale, in qualsiasi settore e scenario. Anche il mondo dell’edilizia deve – e dovrà – affrontare le sfide della sostenibilità cercando nuove soluzioni. Si tratta di riqualificare l’immenso parco immobiliare esistente, trovare e investire in nuove tecnologie e materiali per costruire edifici green. L’obiettivo sarà quello di concretizzare un’edilizia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La salvaguarda dell’ambiente è una tematica fondamentale, in qualsiasi settore e scenario. Anche il mondo dell’edilizia deve – e dovrà – affrontare le sfide della sostenibilità cercando nuove soluzioni. Si tratta di <strong>riqualificare l’immenso parco immobiliare esistente</strong>, trovare e investire in nuove tecnologie e materiali per <strong>costruire edifici green</strong>. L’obiettivo sarà quello di concretizzare un’edilizia green, sostenibile, in armonia con l’ambiente. E questo è il tema centrale della <strong>Direttiva EDPB</strong> (Energy Performance of Building Directive), conosciuta anche come Direttiva “Case Green”, la legge emanata dall’Unione Europea.</p>
<h2>Il panorama immobiliare in Italia</h2>
<p>Cercare di ridurre l’impatto ambientale, preservare le risorse e le materie, ridurre le emissioni, tutelare il nostro fragile pianeta. Il “viaggio” verso un futuro più sostenibile e green passa sicuramente dall’edilizia.</p>
<p>Secondo l’istituto CRESME (Centro di Ricerca del Mercato Edilizio) in Italia ci sono circa 32 milioni di abitazioni e la gran parte degli edifici è stata realizzata prima di qualsiasi legge in materia di risparmio energetico. <strong>Circa il 20% degli immobili ha più di 100 anni</strong>, circa il 72% ha più di 43 anni. <strong>Il 68,5% delle abitazioni ha una classe energetica tra la E e la G</strong>. E se allarghiamo lo sguardo lo scenario non cambia: la Commissione Europea ha affermato che gli edifici (per la loro costruzione e per il loro funzionamento quotidiano) sono i responsabili del 40% di tutta l’energia usata in Europa e, sempre dagli edifici, deriva 1/3 delle emissioni di gas serra.<br />
In questo senso ristrutturare e riqualificare gli edifici sarà una sfida piuttosto ambiziosa.</p>
<h2>La Direttiva EPDB, cosa prevede</h2>
<p>Viste le premesse, è chiaro che l’edilizia deve fare un deciso passo verso la sostenibilità. Ed è in questa direzione che sta andando l’Unione Europea, con la Direttiva EPDB, Case Green. La Direttiva (pubblicata l’8 maggio 2024 sulla Gazzetta Ufficiale) è, in sostanza, un piano d’azione completo di misure normative, finanziarie e di sostegno per i prossimi anni. La Direttiva si pone obiettivi <strong>sia per quanto riguarda le nuove costruzioni che le ristrutturazioni</strong>. Per quanto riguarda proprio <strong>le ristrutturazioni l’obiettivo principale è quello di arrivare</strong> – entro il 2030 per gli edifici pubblici – <strong>alla riqualificazione di circa 35 milioni di unità</strong>. Arrivando così a ridurre di almeno il 60% le emissioni di gas serra prodotte dagli edifici.</p>
<p>Vediamo i principali step previsti dalla EPDB, Direttiva Case Green:</p>
<ul style="margin-bottom: 20px;">
<li>Strategia di decarbonizzazione entro il 2050</li>
<li>Nuovi requisiti minimi ambientali da rispettare sia nel caso di ristrutturazioni che di nuove costruzioni</li>
<li>Edifici nuovi a zero emissioni dal 2028 per il settore pubblico, dal 2030 per i privati</li>
<li>Incentivare il solare e le altre fonti rinnovabili</li>
<li>Ridurre gli impianti basati su fonti fossili</li>
<li>Nuovi criteri per le classi energetiche</li>
</ul>
<p>Sono previste alcune eccezioni, ad esempio monumenti, edifici storici, chiese e luoghi di culto, seconde case usate meno di 4 mesi all’anno sono tutti esclusi dagli interventi di ristrutturazione.</p>
<h2>Eco Ristrutturazioni</h2>
<p>Che impatto avrà tutto questo soprattutto per gli edifici esistenti? Si tratterà di <strong>“eco-ristrutturare”, re-immaginare globalmente gli edifici</strong>, utilizzare materiali e tecnologie a basso impatto ecologico, ripensare alle modalità di costruzione.</p>
<p>Le ristrutturazioni che da qui ai prossimi anni verranno messe in campo dovranno essere mirate a ottimizzare l’efficienza energetica, attraverso:</p>
<ul>
<li>Un migliore isolamento termico, per limitare i consumi dovuti alla termoregolazione che incide per oltre 2/3 sui costi energetici</li>
<li>L’implementazione di fonti rinnovabili per la produzione autonoma di energia, ad esempio il fotovoltaico.</li>
<li>Una gestione più oculata delle risorse e un maggiore investimento in materie prime sostenibili, riciclate e riciclabili. Materiali edili con bassi impatti ambientali che da un lato permetteranno di aumentare le prestazioni energetiche degli edifici, dall’altra ridurranno le dispersioni e le emissioni.</li>
</ul>
<h2>Case Green, tra vantaggi e prospettive</h2>
<p>La Direttiva Case Green rappresenta la volontà dell’Unione Europea di consegnare alle generazioni future un parco immobiliare a zero emissione, tecnologie per progettare e realizzare edifici sostenibili, garantendo una riduzione dei consumi e, di conseguenza, delle spese.<br />
Una sfida sicuramente impegnativa e molto ambiziosa che – secondo l’ex membro del parlamento europeo, Ciarán Cuffe &#8211; “[…] creerà centinaia di migliaia di posti di lavoro locali e di buona qualità nell&#8217;edilizia, nelle ristrutturazioni e nelle energie rinnovabili, migliorando il benessere di milioni di persone che vivono in Europa”.</p>
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		<title>Gestire le ristrutturazioni senza interrompere le operazioni in negozio</title>
		<link>https://www.alhenaservice.com/ristrutturare-negozi-senza-interrompere-le-vendite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin_gjgjj05p@]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 09:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alhenaservice.com/?p=4844</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le ristrutturazioni, in generale, sono sempre delle sfide. E lo sono ancora di più quelle dei negozi, soprattutto quando i punti vendita restano aperti durante i lavori. Operazioni delicate che richiedono una pianificazione stringente e un’esecuzione impeccabile. Per chi esegue i lavori, e per la proprietà, gli obiettivi in cima alla lista sono: minimizzare l’impatto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alhenaservice.com/ristrutturare-negozi-senza-interrompere-le-vendite/">Gestire le ristrutturazioni senza interrompere le operazioni in negozio</a> proviene da <a href="https://www.alhenaservice.com">Alhena </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le ristrutturazioni, in generale, sono sempre delle sfide. E lo sono ancora di più quelle dei negozi, soprattutto quando i punti vendita restano aperti durante i lavori. Operazioni delicate che richiedono una <strong>pianificazione stringente</strong> e un’<strong>esecuzione impeccabile</strong>.<br />
Per chi esegue i lavori, e per la proprietà, gli obiettivi in cima alla lista sono: minimizzare l’impatto della ristrutturazione sui clienti e mantenere l’ambiente sicuro e funzionale durante i lavori.<br />
Ecco alcuni consigli su come affrontare una ristrutturazione senza interrompere le attività del punto vendita.</p>
<h2>Una pianificazione dettagliata e accurata</h2>
<p>Il primo passo è una pianificazione dettagliata che tenga conto delle esigenze specifiche del negozio (e dei suoi utenti).<br />
È essenziale avere un piano chiaro, un calendario che includa le tempistiche e tutte le fasi del progetto. Fondamentale è anche analizzare la “natura” del negozio: <strong>i periodi di minore affluenza</strong>, le <strong>zone calde</strong> e quelle <strong>meno trafficate</strong>.<br />
Una corretta pianificazione consentirà di minimizzare l’impatto dei lavori sui clienti e permetterà al personale di gestire al meglio le operazioni di vendita.</p>
<h2>Come gestire la ristrutturazione</h2>
<p>Non esiste un unico modo per gestire la ristrutturazione di un negozio. Varia a seconda della tipologia di negozio, della merce venduta, di dove è situato lo store, del comportamento d’acquisto dei clienti. Possiamo però affermare che uno degli approcci più efficaci è <strong>dividere la ristrutturazione in fasi</strong>, concentrando i lavori in aree specifiche del negozio.</p>
<h3>Compartimentare gli interventi e creare aree provvisorie</h3>
<p>Ad esempio, se il negozio ha più piani – o è diviso in settori – si concentreranno i lavori su un piano alla volta, lasciando il resto dello spazio accessibile ai clienti.<br />
In questo modo il punto vendita rimarrà sempre operativo e i disguidi saranno limitati.<br />
In alcuni casi potrebbe essere necessario ricorre a delle <strong>soluzioni temporanee</strong> per mantenere l’operatività del negozio, ad esempio allestire un’area provvisoria per le casse o per l’esposizione della merce.</p>
<h3>Operare al di fuori degli orari di apertura</h3>
<p>Se fattibile i lavori di ristrutturazione possono essere programmati al di fuori degli orari di apertura del negozio. Lavorare in <strong>una fascia oraria precisa</strong>, o nei giorni di chiusura, riduce sicuramente al minimo l’impatto delle operazioni quotidiane e permette di procedere più velocemente, senza dover gestire la presenza dei clienti.</p>
<h3>Garantire la sicurezza e definire i percorsi consentiti</h3>
<p>A prescindere dalle modalità che verranno scelte, è fondamentale garantire la <strong>sicurezza</strong> dei clienti e del personale del negozio. È importante installare della segnaletica chiara e definire percorsi sicuri per evitare incidenti. Allo stesso tempo è bene assicurarsi che le aree di lavoro siano isolate, che non interferiscano con il normale flusso delle persone.</p>
<h3>Coinvolgere i clienti finali del negozio</h3>
<p>Un aspetto della ristrutturazione, da non sottovalutare, è la comunicazione. È importante creare una <strong>comunicazione trasparente con il cliente</strong> per tutta la durata dei lavori, così da evitare incomprensioni. Il cliente va informato in anticipo, va aggiornato e va coinvolto, ad esempio, con la segnaletica in negozio, newsletter, post sui social. Questo renderà comprensivi i clienti, li aiuterà a capire che la ristrutturazione sta migliorando la loro esperienza di acquisto.</p>
<h2>Perché affidarsi a un General Contractor</h2>
<p>Quando ci si appresta a una ristrutturazione è fondamentale avere dei collaboratori fidati, competenti, flessibili.<br />
Scegliere un <strong>general contractor</strong> è una soluzione con diversi vantaggi: significa affidarsi a un unico interlocutore senza doversi interfacciare con diversi operatori e avere sempre un quadro completo delle operazioni.<br />
Un general contractor, infatti, <strong>gestisce tutti gli aspetti della ristrutturazione</strong>, dalla pianificazione iniziale fino alla consegna del progetto. Coordina tutte le attività, seleziona i fornitori e ne gestisce i rapporti, dirige le diverse squadre di lavoro, si assicura che ogni fase sia eseguita secondo il programma, controlla il budget complessivo, monitora i costi dei lavori e ottimizza le risorse. Un ultimo punto di fondamentale importanza: un general contractor si occupa di gestire <strong>tutta la parte burocratica</strong>, dalla richiesta dei permessi alla comunicazione con gli enti competenti, sollevando così la proprietà da queste incombenze.</p>
<h2>Una ristrutturazione di successo</h2>
<p><strong>Una ristrutturazione è di successo quando riesce a trasformare il negozio limitando gli impatti negativi sulle vendite e sui clienti.</strong> È sicuramente un’operazione delicata e complessa, ma capace di dare i suoi frutti, grazie a una pianificazione accurata, a un’adeguata comunicazione al cliente, alla collaborazione di fornitori affidabili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alhenaservice.com/ristrutturare-negozi-senza-interrompere-le-vendite/">Gestire le ristrutturazioni senza interrompere le operazioni in negozio</a> proviene da <a href="https://www.alhenaservice.com">Alhena </a>.</p>
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		<title>Disporre i prodotti all’interno di uno store. Best practice</title>
		<link>https://www.alhenaservice.com/disporre-prodotti-store/</link>
		
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		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 13:24:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La corretta disposizione dei prodotti all’interno di uno store è un elemento cruciale per il successo di un punto vendita. Una corretta organizzazione della merce, infatti, non solo migliora l’esperienza d’acquisto del cliente, ma può incrementare le vendite. Ci sono alcune best practice, ma sono soprattutto l’esperienza e la competenza del retail designer a saper [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>corretta disposizione dei prodotti all’interno di uno store</strong> è un elemento cruciale per il successo di un punto vendita. Una corretta organizzazione della merce, infatti, non solo <strong>migliora l’esperienza d’acquisto del cliente</strong>, ma può <strong>incrementare le vendite</strong>. Ci sono alcune best practice, ma sono soprattutto l’esperienza e la competenza del retail designer a saper interpretare il contesto e a trovare le soluzioni più giuste e creative.</p>
<h2>Configurare gli spazi: il layout</h2>
<p>In questo <a href="https://www.alhenaservice.com/progettare-negozi-i-layout/" rel="noopener">articolo</a> abbiamo già affrontato il tema del layout nel negozio. Il layout di un negozio è la configurazione degli spazi, delle corsie, delle aree di esposizione dei prodotti e dei punti di interazione con i clienti. Studiare – e definire – la giusta disposizione di un negozio è fondamentale: un layout ben progettato permette di <strong>ottimizzare lo spazio</strong>, offrire al cliente una soddisfacente<strong> esperienza di acquisto</strong>, migliorare l’efficienza operativa <strong>facilitando il lavoro del personale</strong>, aumentare la possibilità di vendita.<br />
Il layout, inoltre, contribuisce a riflettere l’identità del brand: un design coerente con i valori e l’immagine del brand può rafforzare il legame emotivo con i clienti e migliorare la percezione generale del marchio.</p>
<h2>Sfruttare le zone calde e le zone fredde</h2>
<p>Quando si parla di disposizione della merce all’interno di uno store è indispensabile definire quelle che vengono chiamate <strong>“zone calde” e “zone fredde</strong>”.<br />
Le zone calde sono le <strong>aree del negozio con il maggior traffico</strong>, sono aree dove i clienti passano più tempo e dove sono più propensi a fare acquisti. Le zone calde, solitamente sono: ingresso, nei pressi delle casse, punti di intersezione.<br />
<strong>Le zone fredde sono quelle meno frequentate</strong>, dove i clienti tendono a passare meno tempo. Aree, quindi, che hanno bisogno di un maggiore “sforzo” per aumentarne la visibilità. Le zone fredde sono, ad esempio, gli angoli più lontani degli store, le aree con meno illuminazione, i corridoi secondari.<br />
E, a seconda che ci si trovi in una zona calda o in una zona fredda, cambiano i prodotti esposti.<br />
Nelle zone calde solitamente si trovano i <strong>prodotti in promozione</strong>, quelli nuovi, articoli piccoli e relativamente economici, articoli stagionali, prodotti d’acquisto di impulso e prodotti con un alto margine di profitto. Nelle zone fredde invece si trovano i <strong>prodotti di cui i clienti hanno bisogno regolarmente</strong>, articoli con una lunga durata di conservazione, articoli specifici e di nicchia, prodotti di grandi dimensioni che occupano molto spazio.<br />
Quindi per disporre correttamente le merci all’interno dello store occorre tenere presente le caratteristiche specifiche dei prodotti, le abitudini e i comportamenti dei clienti.</p>
<h2>L’illuminazione per valorizzare i prodotti</h2>
<p>Anche l’illuminazione è un elemento da tenere in considerazione. L’illuminazione ha diverse funzioni: <strong>attira l’attenzione sulla merce e la valorizza</strong>, comunica l’identità del brand, guida lo sguardo del cliente, condiziona le decisioni d’acquisto.<br />
Contribuisce, inoltre, a creare l’<strong>atmosfera generale del negozio</strong>. Ad esempio un negozio di lusso che utilizza un’illuminazione sofisticata e ben studiata trasmette un senso di esclusività. Le luci calde rendono un ambiente accogliente (ideali per librerie, bar, negozi di abbigliamento), quelle fredde sono più “asettiche” e si usano negli store dove il cliente ha necessità di vedere i prodotti con massima chiarezza (come negozi di elettronica e gioiellerie). In linea generale è importante garantire una <strong>distribuzione uniforme</strong> della luce così da evitare zone d’ombra che possono risultare sgradevoli e scoraggianti per i clienti.</p>
<h2>La segnaletica: un’esperienza d’acquisto ben organizzata</h2>
<p>Nella distribuzione dei prodotti poi non si può non tener conto della segnaletica. La segnaletica aiuta i clienti a orientarsi e a trovare facilmente ciò di cui hanno bisogno, riduce i tempi, <strong>facilita l’esperienza di acquisto</strong> e, in generale, contribuisce a creare un <strong>ambiente di shopping ben organizzato</strong> e piacevole. La segnaletica, inoltre, è utile quando si vogliono mettere in evidenza promozioni, offerte speciali e nuovi arrivi.<br />
È importante posizionarla in punti strategici, ad esempio sopra le corsie, nei corridoi principali, e utilizzare caratteri e colori ben leggibili in linea con la brand identity.</p>
<h2>Disporre i prodotti negli store. Un mix di fattori</h2>
<p>Quando si progetta un negozio – e di conseguenza lo spazio da destinare ai prodotti e la loro disposizione – occorre tenere in considerazione tanti aspetti. È un’attività che richiede attenzione ai dettagli, competenze del settore del retail, dell’interior design e del marketing, conoscenze del comportamento dei clienti. Una “disciplina” complessa e articolata, dove ogni singolo tassello deve combaciare perfettamente per creare esperienze di acquisto appaganti ed efficaci.</p>
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